Italiani 2.0 è il primo docu-web interamente prodotto da internauti, ideato e realizzato dal Ninja LAB, scritto da Luca Leoni e diretto da Lino Palena.
Il progetto ha avuto come punto di partenza il portale techlovers che aveva lo scopo di raccogliere Storie di ordinaria felicità (e infelicità) tecnologica; storie che fossero in grado di narrare come il web avesse costituito un elemento fondamentale oltre ad essere quello comune a tutti gli esempi documentati.
Tra le storie raccolte una giuria ne ha selezionate 16 ritenendole le più rappresentative e interessanti. Queste sono state ulteriormente documentate da una troupe che ha incontrato i vari protagonisti e approfondito storie ed esperienze; i video così realizzati sono stati sottoposti ad una nuova fase di voto che ha portato all'individuazione di un vincitore.
Dalla documentazione prodotta durante questi incontri è stato tratto il docu-web Italiani 2.0.
Italiani 2.0 raccoglie la narrazione del rapporto che gli italiani hanno con il web; quella che viene proposta non può essere considerata una riflessione sulle possibilità che tale strumento può offrire ma deve essere intesa come narrazione, appunto, di quello che realmente è.
Il documentario raccoglie “le storie di chi ha riscritto la propria vita e il proprio modo di essere al mondo”. É quindi una carrellata delle esperienze di individui che attraverso un uso consapevole del web sono riusciti a tessere reti di relazioni importanti per le proprie attività.
Gli ambiti che vengono toccati sono i più diversi, dal lavoro alla promozione di cause sociali, dalla musica all'amore, ma tutti convergono in un unico punto: quello relativo alle modifiche che l'uso del web ha apportato nella quotidianità e nelle attività dei protagonisti.
La visione del docu-web offre una riflessione che ha a che fare con il presente, con quello che accade quotidianamente utilizzando i media contemporanei.
Livia, una delle protagoniste dice: “Il web mi ha tolto il paraocchi e mi ha dato la capacità dei vedere le cose da angolazioni diverse e soprattutto di credere fermamente che tutto ciò che si può fare virtualmente lo si può fare anche nella realtà”.
E probabilmente, la constatazione che “non ci troviamo di fronte ad una doppia realtà, una dentro e l’altra fuori dalla Rete” costituisce il senso più profondo di questo lavoro.
Italiani 2.0 | fonte Centro Studi Etnografia Digitale